28.4.05

Liberàti dalla Liberazione

Lunedì scorso, 25 aprile, di primo mattino ho sentito dire in giro che in altri tempi si sarebbe festeggiato il 60° anniversario della Liberazione.

Attento e guardingo, ho provato a reperire maggiori informazioni sull'ambigua soppressione nazionale setacciando i palinsesti televisivi pubblici e privati, speranzoso - quantomeno - di intuire i motivi della cancellazione di tale ricorrenza dal patrimonio culturale e democratico di questo curioso Paese.
Nell'usuale e desolante vuoto informativo quotidiano, offerto ormai senza tregua da quella specie di servizio statale che è divenuta la RAI, ho scoperto così con amarezza che a parte l'emittente carbonara RaiTre, notoriamente gestita da "comunisti" senza patria e senza scrupolo e destinata ad un pubblico fondamentalmente anarco-insurrezionalista, una certa Storia (con la S maiuscola) sembra effettivamente apparire troppo "scomoda" per meritarne la diffusione e la divulgazione pubblica.
Tralasciando, come ho detto, quel canale per canuti rivoluzionari e neo-disobbedienti (mantenuto probabilmente in funzione dalla Rai per sedare possibili sollevazioni bolsceviche e dare un contentino all'imborghesita opposizione), nessun - dico NESSUN - canale ha osato interferire con quest'aria da 'nuovo che avanza' e modificare il tradizionale palinsesto a favore di trasmissioni di approfondimento che non fossero bi-partisan e fondamentalmente sottoposte ad un ingrato ed antistorico "volemose bene".
Contemporaneamente assistiamo alla beatificazione di Alcide De Gasperi e di Pio XII, rispettivamente su RaiUno e Retequattro, unici 'testimonials' - aprovati dalla Real Casa di Arcore - di un processo tanto sofferto quanto complesso (anche per il numero di schieramenti politici coinvolti) quale è stata la Liberazione dall'oppressione nazifascista.

A questo punto non stupiamoci se Paolo Del Debbio ci riferisce, con amaro sarcasmo, che molti giovani credono che il 25 aprile 1945 l'Italia sia stata liberata dal giogo napoleonico...

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