10.6.05

Qui, Quo, Quark

Ah, le sere d'estate: il gelato, il profumo degli ippocastani, le grida dei bambini nei cortili, il ritorno di SuperQuark!
Puntuale come le rondini, finisce la scuola e ricomincia la storica - e immutabile - trasmissione degli Angela. Ovvio che si approfitti delle 'cene di classe' e delle serate passate in strada per diffondere un pò di pubblica cultura: potrebbe fare male alle giovani menti rimbecillite da troppi mesi di Bonolis e Lecciso.

Accademico e sornione come al solito, Padre Piero è ricomparso con la solita eleganza di stile e di modi sul nostro schermo casalingo, per spiegarci - con immutata pazienza - gli arcani e affascinanti misteri del mondo e della natura; inviato molto speciale il Figliolo Alberto, l'Ulisse del Passaggio a Nord-Ovest dei mesi precedenti, caricatura di gesti paterni e serafico tono di voce. Una conduzione da zio che sa di parlare ad un nipotino un pò tonto, ma di buona volontà e tanta curiosità.

Zattera di cultura onnicomprensiva nei marosi della chiappa volgare e dell'ipermoviola avvelenata, il buon vecchio Quark (o SuperQuark) sopravvive degnamente in un angolino di TV sottratto allo stanco palinsesto estivo, assemblato con immancabili revivals canori e infinite pellicole su Sissi o Angelica. Piero ed Alberto si impegnano sottovoce: sanno di rivolgersi ad una nicchia di amici fedeli, alla quale non hanno certo bisogno di mostrare la travagliata vita sentimentale di Costantino per creare audience... Grazie al Cielo c'è infatti chi si accontenta di assaporare il ben più saltuario accoppiamento delle testuggini.

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